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La dinamo futurista.
Omaggio a Umberto Boccioni. Primo Conti - Disegni per Harriet Quien, “La donna che venne dal mare”, 1912-1925


15 FEBBRAIO 2009 - 19 APRILE 2009

Villa Malpensata







Overview



VEDI ANCHE:


Umberto Boccioni, Contadini al lavoro o Risaiole, 1908, olio su tela, 25 x 35 cm, Collezione Città di Lugano, Donazione Chiattone

In occasione del centenario del Movimento Futurista Italiano pubblicizzato ufficialmente da Filippo Tommaso Marinetti sul quotidiano “Le Figaro” del 20 Febbraio 1909, il Museo d’Arte di Lugano partecipa alle celebrazioni con una duplice mostra.
La prima, che occupa il primo e secondo piano del museo, rende omaggio a Umberto Boccioni (1882-1916), uno dei maggiori esponenti di questa fondamentale avanguardia artistica di primo Novecento. La seconda, che si snoda nelle sale del terzo piano, è dedicata a una scelta di disegni dell’artista fiorentino Primo Conti (1900-1988), sodale di Boccioni.
Nell’ambito dell’esposizione consacrata a Boccioni sono per la prima volta messi in dialogo due importanti nuclei dell’artista: da un lato, le opere su carta di proprietà dello Stato italiano conservate nella sua regione natale presso la Galleria Nazionale di Cosenza, e, dall’altro, le 21 opere prefuturiste realizzate dall’artista tra il 1903 e il 1909, raccolte dallo stampatore Gabriele Chiattone e donate nel 1961 da quest’ultimo alla città di Lugano divenendo così parte integrante della collezione cittadina.
La scelta delle opere da esporre è stata accurata in quanto volta a sottolineare il prezioso e notevole legame che intercorre spesso tra i due nuclei boccioniani che risultano in buona parte integrabili gli uni agli altri come le due facce di una sola medaglia. Numerosi sono, infatti, i disegni custoditi a Cosenza che hanno costituito gli “studi” preparatori per gli oli presenti nelle collezioni luganesi.
L’esposizione, che ha valenza innanzitutto filologica, oltre a valorizzare le opere delle suddette collezioni pubbliche, alle quali saranno integrati una serie di complementi pertinenti provenienti da altre collezioni svizzere e italiane, propone un percorso che documenta la produzione artistica di Boccioni dai primi anni del Novecento, ovvero dal divisionismo di impronta naturalistica, attraverso il simbolismo e il futurismo, fino alle ultime prove di impostazione cézanniana del 1915.
In seguito alla tappa ticinese, la mostra sarà presentata in Calabria riportando nella regione nativa di Boccioni l’intero nucleo luganese, a venticinque anni di distanza dall’importante mostra dedicata, a Reggio Calabria, a Boccioni prefuturista

La seconda mostra, dedicata alla produzione artistica giovanile di Primo Conti ripercorre in modo sintetico e qualitativamente alto gli esordi dell’artista fiorentino, dai primi disegni di timbro espressionista attraverso la sua ormai celebre fase futurista fino a giungere ad un breve periodo di ispirazione metafisica che si conclude intorno al 1925 con il recupero dei valori plastici e il ritorno ad una costruzione più classica dell’opera d’arte.
Le opere esposte sono costituite da una sessantina di disegni facenti parte della raccolta di un grande amore giovanile dell’artista, la signora Harriet Quien (1900-1981), che conobbe nei primi anni Venti sulla spiaggia di Antignano dove era solito trascorrere le vacanze, così come si racconta in un capitolo delle sue memorie intitolato La donna che venne dal mare.

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