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Robert Mapplethorpe. La perfezione nella forma


21 MARZO 2010 - 13 GIUGNO 2010
Da martedì a domenica 10.00 - 18.00 (orario continuato).
Ogni venerdì il Museo d'Arte rimane aperto fino alle ore 21.00.
Chiuso tutti i lunedì tranne il 5 aprile e il 24 maggio.

Villa Malpensata







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Robert Mapplethorpe, Ajitto, copyright © 1981, Robert Mapplethorpe Foundation

La mostra a cura di Bruno Corà, Franca Falletti e Jonathan Nelson, realizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York e la Galleria dell’Accademia di Firenze, presenta un significativo repertorio di oltre novanta immagini che illustrano la costante ricerca di un’ideale perfezione plastica nel lavoro di Robert Mapplethorpe, ricerca che ha permesso di stabilire un affascinante dialogo tra il fotografo americano e i grandi maestri del Rinascimento, in particolare Michelangelo.
Grazie a straordinari prestiti di prestigiose istituzioni fiorentine quali la Galleria dell’Accademia, Casa Buonarroti e il Museo Nazionale del Bargello, la mostra permette di stabilire un confronto diretto fra il lavoro di Mapplethorpe e i modelli rinascimentali a cui si ispirava: oltre a tre eccezionali opere di Michelangelo l’allestimento comprende anche capolavori di Pontormo e Giambologna.

L’esposizione si articola in cinque sezioni: Mapplethorpe e il Rinascimento, La geometria della forma, Il frammento come forma, La forma si sdoppia, La forma scultorea che illustrano altrettanti aspetti della rigorosa ed equilibrata ricerca formale condotta dall’artista, perfettamente riassunta in questo suo pensiero: “Cerco la perfezione nella forma […] un soggetto piuttosto che un altro non fa differenza. Cerco di catturare quello che mi appare scultoreo”.
Il corpo umano costituisce il principale oggetto della fotografia di Mapplethorpe ma non mancano in mostra ritratti e nature morte, principalmente composizioni di fiori nelle quali l’artista ribadisce la sua attenzione per lo studio della luce e delle ombre sull’oggetto e sullo sfondo, finalizzata ad una perfetta definizione delle forme nello spazio.

L’ammirazione di Mapplethorpe per gli ideali rinascimentali non gli impedisce di essere un artista del suo tempo come testimoniano i ritratti di alcuni dei protagonisti della scena artistica newyorkese degli anni settanta e ottanta quali l’amica e musa Patti Smith, Philip Glass, Robert Wilson, Henry Geldzahler e David Hockney. In questo senso completano il percorso espositivo alcune selezionate opere di artisti moderni e contemporanei che hanno influenzato la produzione artistica di Mapplethorpe, a cominciare da Man Ray, in cui Mapplethorpe riconosceva il più importante fotografo mai esistito, passando per le forme pure di artisti quali Brice Marden ed Ettore Spalletti senza dimenticare Andy Warhol, senza dubbio l’artista simbolo di quegli anni.
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